L’Oman è un paese semplice, sobrio e silenzioso, dai paesaggi lunari. Le montagne di roccia e i canyon si alternano al deserto e ai wadi in cui nuotare all’ombra delle palme. Il mare è turchese e le spiagge bianche sono spesso deserte.

Eppure c’è qualcosa che ha supera la bellezza naturalistica e naturale di questo paese: sono le persone che abbiamo incontrato e la loro genuina e spontanea accoglienza. Un popolo sereno, rilassato, quasi sempre sorridente. Gli omaniti sanno cosa significa essere accoglienti in maniera disinteressata, sono sempre disponibili a darti una mano, fornire indicazioni o addirittura offrirti o regalarti qualcosa, specialmente quando se a viaggiare sono i bambini.

Organizzare un viaggio in Oman fai-da-te è piuttosto facile: è necessario solo pianificare prima le tappe, affittare un’auto e prenotare le sistemazioni per la notte.

Nel nostro breve itinerario abbiamo toccato alcuni dei luoghi più conosciuti e significativi del paese, cercando di diversificare il più possibile la nostra esperienza e passando quindi da città, montagne, wadi, deserto e mare.

Giorno 1 – MUSCAT

Arrivati a Muscat con un volo da Dubai, abbiamo affittato un’auto nel piazzale davanti all’aeroporto e ci siamo lanciati subito alla scoperta della città!

Muscat si estende lungo la costa per quasi 50 km, quindi per attraversarla tutta bisogna sempre calcolare il tempo necessario.

Il quartiere di Mutrah, il più interessante e visitato dai turisti, si trova all’estremità opposta rispetto all’aeroporto: per questo motivo abbiamo pianificato una sosta lungo il tragitto anellamaestosa Moschea del Sultan Qaboos.

In realtà Mutrah non offre nessuna attrattiva spettacolare da visitare: è un luogo semplice e sobrio come tutto il resto del paese. Siamo andati immediatamente a fare un giro al bellissimo parco di Ryham dove c’è una fantastica area giochi per poi infilarci tra i vicoletti del Souq.

Da non perdere l’atmosfera del lungomare di sera, possibilmente seduti a un tavolino osservando la gente passare e a bere lemonmint, una bevanda locale che abbiamo apprezzato tantissimo, in un paese dove l’alcool non è reperibile nei bar, é diventata la nostra “birra” analcolica serale.

Giorno 2 – DA MUSCAT a AL HAMRA

Mattina dedicata alla visita del Mercato del pesce di Mutrah, un mercato da poco rinnovato che colpisce subito per l’incredibile pulizia. Non potevamo lasciare la capitale senza ammirare il palazzo del Sultano Qaboos: una breve tappa nel quartiere di Al Bustan, area della città davvero poco viva in cui spiccano solo il palazzo e il Museo. Non merita più di un passaggio veloce, quindi non abbiamo perso tempo e ci siamo diretti verso l’interno del paese.

Abbiamo scelto di intraprendere gli spostamenti da una località all’altra (con viaggi di 4 h al massimo), durante le ore centrali della giornata: il clima diventa troppo rovente per andare in giro ed è il momento migliore pef ar fare un pisolino ai bimbi.

Percorrendo la strada che unisce Muscat a Niwza, dritta e perfettamente asfalta, il paesaggio diventa sempre più arido e lunare, e le montagne di pietra più numerose e alte.

Nel tragitto consiglio una tappa al Forte di Bahla, che è magnifico. Il Forte più grande dell’Oman, da lontano sembra un grande castello di sabbia nel bel mezzo del deserto dei tartari.

Arrivati a Al Hamra, ai piedi della montagna Jebel Shams la nostra missione era trovare la Guest House Alhajercamp, il cui indirizzo non compariva su Google Maps. Nessun problema: dopo esserci persi un paio di volte, ci è bastato chiedere aiuto ad un gruppo di ragazzi per strada e uno di loro ha subito chiamato il proprietario, il quale è comparso dopo qualche minuto e ci ha accompagnati a casa sua.

In Oman basta chiedere al primo che passa e si ha la fortuna di incontrare qualcuno che parli il minimo di inglese necessario per capirsi ogni problema trova la sua soluzione.

La giornata non poteva concludersi al meglio se non con un tramonto al villaggio Misfat, a pochi km da Al Hamra, una tappa imperdibile se si vuole visitare un autentico villeggio omanita. A Misfat i vecchi sono centenari, ci si nutre di datteri e miele e la città è circondata da terrazze costruite per sostenere un antichissimo sistema di irrigazione.

Da Alhajercamp è possibile avere la cena cucinata dalle mogli del proprietario, una vera e autentica cena omanita!

Giorno 3 – SULLA CIMA DEL JEBEL SHAMS

Il motivo del nostro passaggio Al Hamra non erano né i datteri di Misfat e neanche la griglia del proprietario di Alhajercamp: volevamo raggiungere la cima del Jebel Shams. La nostra auto però, non essendo 4×4, non era adatta a una strada in salita fatta di pietre, per cui il nostro nuovo amico si è offerto per portarci con la sua jeep. Quale opportunità migliore! Ci ha portato in luoghi panoramici che da soli non avremmo mai trovato, ci ha raccontato un sacco di cose interessanti di questa terra magica e come da tradizione omanita, ci ha offerto the e datteri sospesi sul pendio. E’ stata in assoluto il momento più bello ed emozionante di tutto il viaggio, se non di tutto l’anno! E non sono mancate le caprette a farci compagnia ovunque, per la gioia di Sebastiano.

Nel pomeriggio siamo scesi verso Nizwa dove avevamo previsto di trascorrere la notte: considerando che in aprile le giornate sono davvero bollenti, il momento migliore per visitare città e Souq rimane la sera. Nizwa offre un bellissimo forte e un Souq ordinato e colorato, diviso per tipologia di prodotti: il più interessante e curato è di sicuro quello dei dolci tipici.

Inoltre è possibile visitare la moschea in alcuni orari mattutini: se si vuole entrare è necessario non dimenticarsi che braccia e gambe devono essere coperti sia per gli uomini che per le donne, che in più devono coprire anche il capelli.

Giorno 4 – DA NIZWA AL DESERTO

Un ultimo giretto a Nizwa per gustare i vari centrifugati e lemonmint nel Souq e poi via verso il deserto. Come spesso capita abbiamo sottovalutato le distanze e siamo arrivati al pelo al nostro appuntamento con la guida che ci doveva portare tra le dune di Bidiyah e non solo: siamo arrivati con una ruota bucata! Ma siamo in Oman, dove la parola più pronunciata è “no problem” e la nostra ruota è stata riparata nel giro di mezz’ora.

Il percorso in jeep per arrivare all’accampamento è stato pazzesco: Sebastiano si è divertito come un matto e noi quasi più di lui. Salire con le 4 ruote sulle dune rosse illuminate dal tramonto è stata una delle attività più divertenti del nostro viaggio.

L’accampamento è semplice: due capanne (una per noi e l’altra per una coppia di turisti svizzeri), un cuoco, una tettoia per mangiare, un recinto di capre e cammelli. Per la gioia di tutti una capra ha partorito la notte stessa. L’unico neo è stata una piccola tempesta di sabbia durata meno di un’ora che ha completamente ricoperto noi e le nostre cose (ancora adesso trovo sabbia in valigia) ma alla fine fa parte dell’avventura desertica.

Giorno 5 – Dal DESERTO al JAS AL HADD passando per il WADI BANI KHALID

Svegliarsi nel deserto è un’emozione unica: il silenzio assoluto, la sabbia fresca sotto i piedi nudi, l’orizzonte infinito, il blu sopra il giallo oro.

Alle 9 però il caldo diventa insopportabile ed è ora di partire.

Direzione Oasi.

Per arrivare al Wadi Bani Khalid bisogna percorrere una strada tra le montagne rocciose piuttosto lunga dove non c’è anima viva, nessuna pianta, persone o animali.

Ma quello che si vede all’arrivo vale davvero la pena: una vera e propria oasi, come nei film. Nessuno resiste all’esigenza di buttarsi immediatamente nell’acqua fresca, una una pozza turchese incorniciata da palme altissime e montagne di pietra. Insomma, dopo tanto caldo e tanto deserto di terra e pietre sembra il paradiso. E c’è anche un bar dove mangiare, bere e usare i servizi igienici.

Prossima tappa: Jas al Hadd.

L’idea era di avvicinarci al parco delle tartarughe di Ras al Jinz il giorno successivo, ma considerando che le tartarughe depositano le uova di notte e durante il mese di aprile non è scontato vederle (il mese ideale è luglio), abbiamo deciso di provarci subito.

Dall’ingresso della riserva di Ras Al Jinz partono gruppi di circa 10/15 persone che con una guida passeggiano in silenzio per la spiaggia aguzzando la vista aiutati (con un pò di fortuna) dalla luna.

E noi di fortuna ne abbiamo avuta abbastanza perché ne abbiamo viste tre!!!

E’ stato un incontro davvero emozionante: sono enormi, verdi e bellissime e le loro uova sono come sfere perfette di porcellana.

Giorno 6 – Nuotare tra tartarughe e delfini

Avevamo pensato a una giornata di relax in spiaggia ma, grazie a una coppia di italiani conosciuti cercando tartarughe, abbiamo contrattato un giro in barca con uno dei pescatori da poco tornati a riva. I pescatori conosco molto bene la costa e sanno dove trovare delfini e tartarughe, e solitamente non rifiutano la proposta di un giro in barca. In realtà non è necessario allontanarsi o cercare troppo: a qualche decina di metri dalla riva il fondale era popolato da gruppi di tartarughe di tutte le dimensioni (mai viste così tante) e un gruppo di delfini si divertiva non lontano dalla nostra barca. Meraviglioso!

Abbiamo eletto Ras al Hadd il luogo ideale per una vacanza solitaria: spiagge enormi deserte, qualche barca qua e là e mare turchese. Insomma, c’erano più tartarughe che persone. E io che pensavo di trovare il turismo di massa: l’Oman ci ha sorpreso anche nella sua capacità de preservare tutte le meraviglie naturali che custodisce.

La sera abbiamo optato per un giro a Sur, attratti soprattutto dall’adiacente villaggio di pescatori di Al Ayjah. Sarà stato il tramonto, saranno stati i bambini con gli abiti tradizionali che si preparavano per la festa della città, ma l’angolo sul mare dove sorge il faro di Al Ayjah sembra davvero un luogo dove il tempo si è fermato.

Giorno 7 – Da Ras al hadd a Muscat passando per WADI SHAB e Sinkhole

Salutate le grandi spiagge di Ras Al Hadd, di ritorno verso Muscat per godere dell’ultima giornata di Oman senza essere passati dal Wadi Shab e Bimmah Silkhole.

A essere sincera per quel poco che ho visto il Wadi Shab mi ha incantata ancora di più del Wadi Bani Khalid.

La sua gola è più spettacolare, il cammino lungo e vario ed è molto meno frequentato. Purtroppo però non è facile da visitare con i bambini, perché la camminata è lunga e il caldo rende tutto più difficile, oltre al fatto che l’ultima parte del percorso richiedere una certa destrezza.

Noi siamo arrivati all prima pozza e siamo dovuti tornare indietro! Ma pazienza, ci siamo fatti un’idea e mi sento davvero di consigliarlo a tutti coloro che non hanno figli a seguito.

Ci siamo rifatti al Bimman Sinkhole: il buco che appare all’improvviso in una specie di crosta lunare. Non avevo mai visto nulla del genere, e un tuffo nell’acqua fresca è sempre piacevole.

Che dire, l’Oman ci ha sorpreso, per la sua gente, le bellezze naturali, il senso di sicurezza sempre, la sobrietà delle città e la tranquillità della vita quotidiana.

Un viaggio ideale da fare in famiglia !

Informazioni pratiche

Abbiamo volato direttamente dall’Italia a Dubai per visitare degli amici. Da Dubai a Muscat ci siamo spostati con un volo della durata di un’ora con la compagnia omanita Salam Air, compagnia puntuale e affidabile.

Affittare un automobile è assolutamente necessario perché i trasporti pubblici tra le città sono quasi inesistenti. I prezzi sono allineati a quelli europei ma la benzina è davvero economica: 40 centesimi al litro!

Dormire

Abbiamo utilizzato esclusivamente booking. Ecco i nostri indirizzi:

Muscat, zona di Mutrah : Mutrah Hotel

Al Hamra: Alhajercamp

Nizwa: Nizwa City

Bidiyah: Private Desert Camp

Ras al Hadd: Ras al Hadd Guesthouse

Muscat, zona aeroporto: Eastin Residence

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