Marie racconta il suo viaggio in Giappone con HelpExchange: una bellissima esperienza lavorativa in mezzo alla natura che le ha permesso di entrare in contatto con la cultura locale e sperimentare un nuovo tipo di “viaggio”.

Che cos’è HelpExchange e come funziona?

Il programma Help-Exchange è simile al più conosciuto programma «woofing». Si tratta di una rete che mette in contatto persone che vogliono viaggiare ed imparare (con un budget ridotto) e piccole imprese in grado di accogliere viaggiatori in cambio di aiuto di vario genere.

Aziende agricole locali ma anche scuole di lingua, piccoli hotel o bar, chiedono solitamente un impegno lavorativo di 4/6 ore al giorno in cambio di vitto e alloggio (o di cosa viene specificato nelle condizioni di accoglienza).

Il motore che spinge questo tipo di incontro è la conoscenza reciproca tra persone che vengono da paesi diversi e che nutrono un interesse nello scoprire culture diverse dalla propria.

Non si tratta quindi di uno scambio economico, ma direi piuttosto di uno « scambio culturale »

Perchè hai deciso di fare questo tipo di esperienza?

Per me viaggiare significa immergersi totalmente nella cultura locale, intrecciare il più possibile legami con le persone che abitano nel paese in cui mi trovo poichè solo in questo modo ho la possibilità di conoscere e scoprire il luogo dal loro punto di vista.

Non è mai facile entrare in contatto con le persone quando arrivi come turista/straniero. Grazie a Help-exchange, il fatto di lavorare insieme, di sentirsi parte di un’impresa o un progetto comune, permette di creare dei legami di conoscenza ben più profondi. Si instaura una curiosità e conoscenza reciproca sia da parte del viaggiatore helper che da parte del host.

E’ lo spirito di squadra che si rafforza un giorno dopo l’altro ad avvicinare le persone. Un modo diverso di conoscere la popolazione locale, la cui relazione altrimenti sarebbe stata molto diversa e meno profonda: non avrei mai potuto scoprire storie di vita così personali.

E’ un’esperienza che ti permette di uscire dai giri di persone che siamo abituati a frequentare e che ci obbliga ad andare oltre la nostra “zona confort”.

Perchè hai scelto il Giappone?

Il Giappone è un paese che mi ha sempre affascinato: dietro la sua modernità riesce a conservare delle tradizioni uniche. Grazie al suo isolamento geografico, ha preservato una cultura che non ha subito influenze dai paesi circostanti, dal carattere sofisticato e il cui senso estetico e l’attenzione del dettaglio colpisce chiunque vi approdi. Inoltre, è un paese che custodisce bellezze naturali e paesaggi straordinari che non mi ero assolutamente immaginata di trovare.

Che tipo di attività lavorativa hai scelto/ti hanno proposto?

Ho trascorso tre settimane in un villaggio sul mare ospitata da una famiglia che gestiva un piccolissimo Ostello e anche un’attività di “acquacultura” (allevamento crostacei e conchiglie).

Mi occupavo della gestione giornaliera dell’ostello e davo una mano nelle attività legate all’allevamento di conchiglie giù nella baia.

E’ stata un’esperienza fantastica, che mi ha anche lasciato tanto tempo libero per andare in giro alla scoperta della zona e per fare lunghe passeggiate in bicicletta.

Cosa hai imparato durante questa esperienza di lavoro?

Tantissime cose! Ad esempio non sapevo davvero nulla di acquacultura. Ma soprattutto ho iniziato ad acquisire alcuni aspetti di quell’attenzione al dettaglio tutta giapponese dell’accoglienza e della gestione delle strutture alberghiere.

Questo alternativo modo di viaggiare ti ha permesso di entrare nella vita quotidiana della popolazione locale?

Assolutamente sì, nonostante mi trovassi in un contesto rurale. Non ho conosciuto i ritmi frenetici della vita nelle città giapponesi, ma uno stile di vita quotidiano piuttosto tranquillo e lontano dai soliti cliché. Stravolgere i miei pregiudizi e scoprire l’altra faccia di questo paese ha reso il mio viaggio ancora più interessante.

Inoltre, ho potuto gustare la cucina locale in tutti i suoi aspetti, mattina, pomeriggio e sera: la nonna della famiglia che mi ospitava mi coccolava con i suoi piatti deliziosi e tutta la famiglia si è impegnata per farmi assaggiare i prodotti locali.

Esperienza di lavoro a parte, sei riuscita a viaggiare un po’ per scoprire altri angoli del paese?

Certo, ad esempio ho visitato Kyoto in un weekend lungo. E’ sufficente mettersi d’accordo con il proprio host per avere avere qualche momento libero in più. Loro stessi mi hanno aiutato a trovare alloggio, infatti ho soggiornato a casa di loro amici: in questo senso posso dire che l’esperienza HelpX mi ha aperto le porte anche in altre località! Ho inoltre viaggiato nelle aree circostanti e mi sono fermata una settimana a Tokyo prima di tornare a casa. Insomma, mi sono sentita piuttosto libera di fare ciò che volevo, proprio come un viaggiatore qualsiasi.

In generale, quali sono i vantaggi di partire con HelpX e perchè lo consiglieresti?
Il viaggio prende un’altra dimensione: è un’avventura quotidiana che ti fa uscire dai soliti sentieri battuti dal turismo classico.

Consiglio di provare almeno una volta questo tipo di esperienza a chiunque abbia voglia di scoprire altre culture, nuove persone e mettersi in gioco: è quando ci immergiamo in un contesto nuovo lontano dalle nostre abitudini che riusciamo ad imparare molto di più su noi stessi.

12 thoughts on “Help Exchange: un modo diverso di viaggiare”

  1. Un’esperienza di vita molto interessante. Vi ringrazio per averla condivisa ragazze, perché non ne conoscevo assolutamente l’esistenza. Credo sia fantastico, un’opportunità grande come il mondo, poter viaggiare in questo modo. Il mio dubbio è solo uno: c’è un limite d’età per partecipare?
    Claudia B.

  2. Wow, che esperienza fantastica! Ammetto che non so se avrei il coraggio di provarla, ma leggo sempre ammirata chi invece sceglie questa tipologia di viaggio per avvicinarsi maggiormente alla cultura locale!

  3. Bellissima esperienza. Non conoscevo proprio questo modo di viaggiare e lo trovo fantastico. Come dici sopra ti fa uscire dalla tua confort zone e apprezzare realmente la cultura e la vita di un paese e una nazione. E’ forse la cosa più bella entrare nel pieno della vita reale di un popolo. Si entra a far parte del loro universo e del loro modo di pensare molto diverso dal nostro. Ed è proprio così che si conoscono i vari posti. Vivendoli.

  4. Ciao! Non conoscevo HelpExchange. Leggendo il tuo post, ho capito che deve essere un’esperienza bellissima, un modo per entrare veramente in contatto con il luogo che si sta visitando. Mi hai incuriosito molto 🙂

  5. Che bella esperienza!! Assomiglia anche un po’ a Workaway…vorrei sapere però se anche Help Exchange ha una fee da pagare all’anno per essere iscritti al portale. E’ molto interessante e mi piacerebbe provare prima o poi questo scambio culturale…magari proprio in Asia! 🙂

  6. Non conoscevo HelpExchange e sembra un’esperienza fantastica. Mi ha molto colpito la storia di Marie con l’attività in ostello/acquacultura e le relazioni che si sono sviluppate con la famiglia, aiutandola anche a visitare altri posti. Davvero da provare!

  7. Provo sempre molta ammirazione per chi intraprende un percorso di questo tipo. Farlo con un posto come il Giappone, così lontano dalla nostra cultura e dal nostro modo di vivere, deve essere pazzesco. Se mai decidessi di fare una cosa del genere sceglierei senza dubbio la Finlandia, un Paese che vorrei conoscere il più possibile.

  8. Prima di leggere questo articolo, non conoscevo HelpX. Avevo sentito parlare di woofing, ma non mi ero mai informata particolarmente bene.
    Wow, deve essere veramente un’esperienza di vita fantastica. Ogni volta che viaggi puoi scoprire un pezzetto della vita locale del luogo che stai visitando.
    Mi piacerebbe un giorno provarlo!

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