Alghero non annoia mai. Vi abbiamo già raccontato quello che ci piace fare in questa bellissima cittadina che regna sul Mediterraneo, passiamo ora a qualche suggerimento per gite in giornata.

Le cose da fare nella regione nord/occidentale della Sardegna sono centinaia, ma iniziamo dalle “impedibili sei”.

Capo Caccia

Da ogni angolo della città e della baia il promontorio di Capo Caccia domina l’orizzonte, il luogo che chiude il golfo di Alghero e la protegge dal mare, con un’imponente roccia alta più di 100 metri. Il promontorio ha una forma interpretabile, per me sarà sempre la sagome di un bambino addormentato che ha mangiato un’anguria. Ma ognuno riesce a vedere ed immaginare un personaggio diverso. A Capo Caccia consiglio di fermarsi al punto panoramico che domina il mare aperto e l’Isola Forarada (isola bucata) per poi armarsi di coraggio e scedere i 600 scalini adiacenti alla roccia per entrare nelle Grotte di Nettuno. Arrivare in barca è attrettanto affascinante perchè permette di osservare dal mare il muro di roccia più alto ed avvicinarsi all’isola bucata. Scendere a piedi dalla scalinata però non è da meno oltre ad diventare una conquista personale. A voi la scelta…io le consiglio entrambe!

Lungo la strada da Alghero a Capo Caccia, non perdetevi il Nuraghe Palmavera, il più grande complesso nuragico della zona, e un tuffo nella bellissima spiaggia di Mugoni (che troverete dopo aver superato Porto Conte), che gode di una vista esclusiva sul promontorio.

L’Argentiera

A metà strada tra Alghero e Stintino, in mezzo ad un paesaggio quasi desertico seminato di canne ingiallite e qualche secca laguna, prendete la strada che porta alla spiaggia dell’Argentiera.

Io amo questo posto per le onde (da piccola mi divertivo tantissimo) e perchè è poco conosciuta.

Ma non c’è solo questo. Alcuni edifici minerari costruiti a inizio 800 ma ormai abbandonati dal 1963 sono parte del paesaggio e della discesa verso il mare.

La strada che scende verso il mare costeggia questi edifici abbandonati spettrali, per arrivare al comprensorio più grande, La miniera Vecchia, che si trova proprio dietro la spiaggia. Un esempio di architettura industriale ottocentesca in un paesaggio color ocra che crea un’atmosfera da film western.

Se siete fortunati, tra le rovine si possono avvistare numerose tartarughe di terra.

Sulla strada, consiglio una tappa alla Necropoli di Anghelu Ruju e una visita alle cantine Sella & Mosca per degustare un vermentino fresco della zona.

Stintino

Inutile spendere parole su Stintino, o ancora meglio sulla spiaggia La Pelosa, è indubbiamente una delle spiagge più spettacolari del Mediterraneo, grazie al colore dell’acqua e alla torre in mezzo al mare. Purtroppo, essendo sempre più conosciuta, la folla che la assale ce la fa un po’ odiare. Il nostro consiglio è di scegliere l’ultima spiaggia (La Pelosetta) e se potete evitate agosto.

L’Asinara

Questa piccola isola, aperta la pubblico nel 1999 e ora Parco Naturale, è davvero magica. E’ stata la più bella scoperta che la Sardegna mi ha offerto negli ultimi anni.

Visibile da Stintino, l’Asinara ospitava il carcere di massima sicurezza (Fornelli) ma la sua storia carceraria risale all’epoca del Regno dei Savoia. Per questo motivo, nessuno (che non fosse detenuto o guardia carceraria) ha mai potuto avvicinarsi all’isola, preservando così esempi di flora e fauna sia sulla terra che nei fondali marini che non esistono più nel resto del Mediterraneo.

La natura sull’isola è incredibile: distese di arbusti colorati, centinaia di asini bianchi e cavalli selvaggi, minuscole spiagge in cui entra il mare di un turchese mai visto popolato da pesci colorati.

Ma l’interesse storico non è da meno: dal braccio di massima sicurezza in cui vi racconteranno la famosa fuga dall’isola di Matteo Boe (il più discusso bandito sardo) e la rivolta delle caffettiere, dal bunker di Totò Riina all’abitazione che ospitò Falcone e Borsellino durante la preparazione del Maxiprocesso. Da Cala Oliva (il villaggio dei secondini) all’incredibile Cala dei Detenuti, è tutto una scoperta che lascia a bocca aperta.

Insomma, attraversare l’Asinara è come viaggiare attraverso decenni di storia italiana percorrendo un territorio che sembra appartenere ad un altro pianeta.

E’ possibile prenotare le escursioni da Alghero e da Stintino, scegliendo il trenino, il fuoristrada o, per chi vuole sfidare il caldo) la bicicletta.

Castelsardo

Una minuscola città costruita su un promontorio che guarda il mare, vicoli che salgono e sceldono, piccole chiese nascoste e anziane signore che intrecciano cestini sudute sulla porta. Questa è Castelsardo, il paese più caratteristico del Nord della Sardegna, che merita senza dubbio una visita.

Bosa e la strada panoramica

Quella strada panoramica lunga “un’ora di auto” che costeggia strapiombi a picco sul mare è il paradiso dei motociclisti ma anche per coloro che amano fare immersioni e perlustrare i fondali marini. Comprate le itulissime “scarpe ragno” (come le chiamiamo ad Alghero) e avventuratevi tra le calette formate da rocce di tutte le forme, piscine naturali, fondali popolati da polipi e donzelle. Questa strada, che domina il mare aperto, diventa magica al tramonto.

Lungo il percorso, suggerisco una tappa alla spiaggia della Speranza (l’unica che incontrerete) al km 8 partendo da Alghero, un aperitivo al tramonto a Pedramare e un bagno a Le 3 croci. Le altre cale sono nascoste, per non perdersi meglio farsi consigliare dai locali.

Se non soffrite la macchina e riuscite ad arrivare a Bosa, la città merita davvero. Ci sono stata per la prima volta 5 anni fa e devo dire che è andata nel oltre le mie aspettative. Il Castello Malaspina domina su un gruppo di case colorate che sembrano messe lì per essere dipinte. Una città nata sulla foce del fiume che sbocca nel mare che si arrampica lentamente sulla montagna: un paesaggio unico in Sardegna.

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