Le due guerre mondiali hanno segnato il destino dell’Europa e l’inizio del XX secolo. Milioni di morti, città distrutte, ferite aperte per decenni, una memoria ancora viva.

Il Nord della Francia è stata una delle aree più colpite, a causa della sua posizione di grande “fronte di guerra” in entrambi i conflitti: le campagne della Piccardia, la regione di Nord pas de Calais, le Fiandre.

In questi anni vissuti in Belgio siamo andati alla scoperta, un po’ alla volta, di questi siti e luoghi di memoria. Amiamo scoprire la storia e mettere insieme i tasselli del passato di ogni luogo che visitiamo. In questo caso in particolare, i musei e i centri di documentazione delle due guerre ci lasciano sempre emozioni forti, forse perché quelle testimonianze ci ricordano le storie che ci raccontavano i nostri nonni.

Abbiamo iniziato dalle spiagge della Normandia, più conosciute e più turistiche, per appassionarci lentamente e andare alla scoperta di musei e luoghi meno conosciuti in Belgio e nella valle della Somme. Abbiamo creato quindi una mappa nella nostra mente che chiamiamo “di turismo di guerra”e che possiamo dividere in due percorsi, dedicati ad ognuna delle due guerre.

I luoghi della Prima guerra Mondiale

La regione che diventata simbolo delle atrocità della prima guerra mondiale è senza dubbio la Valle della Somme, il “fronte di guerra”, dove sono state combattute numerose battaglie.

Qui sono sepolti migliaia di giovani, non solo europei, ma anche canadesi, neozelandesi, australiani. Una generazione perduta mandata al macello in nome di nazionalismi che cercavano la propria autodeterminazione con il sangue dei giovani.

Esistono ben 4 musei sulla prima guerra mondiale. Il nostro consiglio è la visita del Historial de la Grande Guerre che si trova a Peronne, sia per la posizione (nel cuore della regione della Somme, punto di partenza per i percorsi in campagna) che per il vecchio fortino che ospita il museo.

In alternativa, potete visitare anche il Musée de la Grande Guerre (a Meaux, vicino alla regione di Parigi) e il Musée Somme 1916 ad Albert.

Se visiterete il Museo a Peronne, potrete chiedere la mappa dei percorsi da fare nelle campagne circostanti, seguendo strade e sentieri indicate da un papavero rosso, simbolo di tutti coloro che hanno perso la vita durante la Grande Guerra, citato nella famosa poesia In the Flanders Fields di John McCrae.

Più specifico, ma estremamente interessante e coinvolgente, è il museo dedicato alla Carriere Wellington ad Arras, dove furono scavati 19 km di tunnel in cui vissero 24000 soldati pronti ad attaccare i tedeschi nella famosa battaglia di Arras, che si rivelò un fallimento per gli alleati oltre ad una vera e propria carneficina. Si parla della più grande perdita umana in assoluto: 4000 soldati in media al giorno per 30 giorni. Il tour dei tunnel, in inglese e francese, parte ogni 30 minuti.

Non lontano da Arras sorge il famosissimo Memoriale di Vimy, eretto in memoria di 60000 soldati canadesi che hanno perso la vita. E’ incredibile vedere la quantità di case del villaggio di Vimy che espongono la bandiera canadese in onore della fratellanza che sentono con questo popolo.

Appena passata la frontiera con il Belgio, troviamo Ypres, luogo tristemente famoso per la devastazione subita. Il bellissimo Musée In Flanders Fields è ospitato dall’edificio Halles aux draps che si trova nella piazza centrale e nei villaggi circostanti piccoli cimiteri sorgono attorno alle chiese. Il museo di Ypres è imperdibile. Segue l’ordine cronologico degli eventi, spiegando la storia con grafici, immagini, oggetti, interviste.

I luoghi della Seconda Guerra Mondiale

Arrivando da Nord, nella regione di Nord Pas de Calais, il muro Atlantico affascina chiunque. Una serie di fortini nascosti tra l’erba verdissima della Cote D’Opale, corrosi dai venti del nord, guardano il mare e sopravvivono al tempo. Era il muro atlantico costruito dai tedeschi per impedire lo sbarco degli alleati e attaccare Londra.

Esiste un museo, il Museo del Muro Atlantico appunto, allestito all’interno di un grande fortino (la Batterie Todt), che si trova a Audinghen. La costa di Nord Pas de Calais è una regione stupenda che merita di essere esplorata, con le sue scogliere bianche sovrastate da prati verdi e campi di fiori gialli.

La Coupole a Wizernes invece, è un posto davvero incredibile, che non riusciamo a smettere di sponsorizzare. Non possiamo chiamarlo “fortino gigante” perché si tratta di una struttura enorme. Sembrerebbe più un ufo atterrato in mezzo da un bosco. Una struttura del futuro costruita nel 1943.

La Coupole si nasconde tra le colline coperte di fitti boschi nella parte più interna della regione, non lontano da Calais. Era il luogo segreto dove Hitler faceva costruire i missili V2, all’epoca i più potenti, i più precisi, insomma, i missili più all’avanguardia che fossero mai stati costruiti. Con questi, avrebbe dovuto, o voluto, colpire Londra durante l’ultimo periodo della guerra (ma il nascondiglio fu trovato poco prima). Al suo interno si attraversano i tunnel sotterranei in cui i prigionieri deportati da campi di concentramento costruivano i V2. I progetti di questi missili così innovativi, furono portati via da russi e americani e accellerarono la costruzione dei primi razzi che sono andati nello spazio.

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All’interno della cupola è allestita un’esposizione sulla vita nella Francia del nord durante l’occupazione tedesca mentre accanto, con un altro biglietto, è possibile accedere al Planetario.

Proseguendo verso ovest, entriamo nella regione della Normandia. Le spiagge del D-Day non hanno bisogno certo di pubblicità, in quanto tra tutti i luoghi elencati finora sono quello più famoso e soprattutto più visitato.

Noi ci siamo fermati a Omaha Beach e Utah Beach.

La prima offre un edificio simile ad un Centro visitatori, il Musée Memorial, gratuito e davvero esauriente sullo Sbarco, su come venne organizzato e su quali furono le conseguenze. Alle sue spalle, un immenso cimitero americano e un grandissimo memoriale ricorda le migliaia di giovani che sbarcarono la mattina del 6 giugno del 1944.

Arrivati a Utah Beach, è possibile visitare il Museo dello Sbarco, che propone anche un quadro generale sulla guerra e molti oggetti, armi, e mezzi pesanti usati durante il conflitto.

Tutte le spiagge sono lunghissime, larghe, soggette alle maree e invogliano a lunghe passeggiate, come d’altronde tutte le spiagge del Nord della Francia. 

Concludiamo il nostro tour ritornando in Belgio, più precisamente in Vallonia, con l’ultimo museo che ha chiuso degnamente il nostro tour attraverso la storia: il War Museum di Bastogne, forse il più bello che abbiamo visto.

Completamente restaurato da poco, il museo propone un percorso attraverso gli avvenimenti della seconda guerra mondiale in una maniera tale da riuscire a coinvolgere anche il meno appassionato di storia. Una sezione in particolare è dedicata alla battaglia delle Ardenne, ovvero l’assedio tedesco su Bastogne nel dicembre del 1944, attraverso i racconti di alcuni abitanti di questa piccola città in particolare una ragazza e un bambino. I video con la ricostruzione degli ambienti (soprattutto quello nel rifugio antibombe) vanno assolutamente visti. Insomma, una tappa da non perdere se organizzate un viaggio attraverso quella stupenda regione che è la Vallonia!

In Flanders fields the poppies blow

Between the crosses, row on row,

That mark our place; and in the sky

The larks, still bravely singing, fly

Scarce heard amid the guns below.

We are the Dead. Short days ago

We lived, felt dawn, saw sunset glow,
Loved and were loved, and now we lie
In Flanders fields.

Take up our quarrel with the foe:

To you from failing hands we throw
The torch; be yours to hold it high.
If ye break faith with us who die
We shall not sleep, though poppies grow
In Flanders fields.

Major John McCrae

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