Tutti conosciamo il celebre champagne ma non tutti conoscono la regione in cui viene prodotto. Non troppo considerata dagli italiani, che preferiscono le proprie colline e i propri vigneti.

Anche io  ero un po’ prevenuta e credevo che le mie Langhe o le colline del Chianti non avessero rivali. Ma mi sbagliavo. Non sono paragonabili. Mi sono innamorata dei paesaggi di questa regione così come amo le vigne piemontesi e i colori della Toscana.
Sono semplicemente diversi, non posso paragonare uno chateau a una cascina, un’alta collina a un paesaggio ondulato.

Di sicuro la regione dello Champagne è da tenere in considerazione se volete fare un breve viaggio autunnale. Dall’Italia si può volare su Parigi e affittare una macchina: è molto vicino!
Noi siamo arrivati dal Belgio e quindi abbiamo iniziato il nostro tour da Reims, la città più grande della regione e famosa per la sua gigantesca cattedrale, uno degli esempi di architettura gotica più imponenti e spettacolari della Francia.

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Il primo percorso tra i vigneti che abbiamo perlustrato è stata la “strada dello champagne della Montagne de Reims” , passando per Verzenay, Verzy e Bouzy: un percorso tra dolci colline, piccoli villaggi e aziende vinicole a conduzione familiare. A Vernezay c’è un mulino conosciuto come il Mulino di Vernezay, che gode di un’ottima vista.

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In serata siamo arrivati ad Epernay, la “capitale dello champagne”: una graziosa e vivace cittadina, molto visitata soprattutto nel periodo autunnale. Ci sono molti ristoranti che propongono menù a prezzo fisso quasi sempre abbinato ad una degustazione di champagne. Se riuscite a farvene consigliare uno, ricordatevi di prenotare perchè nei fine settimana d’autunno spesso sono tutti al completo. Noi ci siamo accontentati di un semplice ma simpatico bistrot parigino che ci ha proposto un’ottima entrecote e un bicchiere di champagne.

Il giorno seguente lo abbiamo dedicato al percorso più interessante della regione, la strada che attraversa la Vallée de la Marne da entrambi i lati del fiume, partendo da Epernay fino a Dormans. Qui ci sono i migliori vigneti di pinot meunier, paesini incantevoli, chateaux e chiese di campagna.

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Volendo visitare almeno uno dei grandi produttori, abbiamo scelto la Maison de Champagne de Castellane, dove appunto viene prodotto il celebre champagne dall’etichetta bianca con croce rossa.
L’edificio è splendido sia dentro che fuori e la visita è davvero interessante. Ci siamo immersi nella storia di questo vino e nella fama mondiale delle “bollicine”. Nelle vecchie cantine ci sono delle bottiglie antichissime!
Qui abbiamo finalmente scoperto che questo vino nasce dall’unione di tre tipi di uva: pinot noir, pinot meunier e chardonnay e grazie ad una seconda fermentazione si produce l’anidride carbonica che genera le bollicine.

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Dalla nostra esperienza vi consiglio di visitare almeno un grande produttore, per poi tuffarvi tra le colline alla ricerca dei più piccoli. In questo periodo sono quasi tutti aperti, disponibili a mostravi le loro cantine e a farvi degustare due o tre tipi dei loro vini.
E’ interessante vedere come avviene la produzione familiare: le bottiglie di champagne, infatti, dopo l’imbottigliamento riposano in orizzontale per un periodo di almeno 18 mesi e ogni giorno le bottiglie vengono ruotate di circa 1/8.
Mentre i grandi produttori utilizzano i macchinari, i piccoli le ruotano ancora a mano!
Oltre al numero di degustazioni spesso generoso, andare dai piccoli produttori significa poter acquistare bottiglie a prezzi vantaggiosi.

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Il nostro percorso si è concluso a Hautvilliers, dove sorge l’abbazia che custodisce la tomba del celebre Dom Pérignon, l’abate che nel 1600 inventò lo champagne, a quanto pare grazie ad una fortunata casualità.
L’abbazia sorge su una collina circondata da una panorama mozzafiato dipinto in colori autunnali e dal silenzio.

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Siamo ripartiti contenti e con diverse bottiglie nel nostro bagagliaio, convinti di tornare prima o poi per scoprire il terzo percorso, quello che porta a Troyes.

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