La Bretagna custodisce un’anima magica, grazie alla posizione geografica, ai forti venti e ai paesaggi degni da romanzo di avventure: un luogo alla “fine del mondo”, in cui la terra abbraccia il mare e la mente e il corpo ricaricano energia davanti alla forza dell’oceano e del verde onnipresente.

Prima tappa

Dopo due giorni di viaggio arrivando dall’Italia (vi descriveremo le nostre tappe consigliate in un altro post), la città scelta per la nostra prima tappa è stata Rennes, una cittadina di medie dimensioni che rappresenta la “porta” della Bretagna per chi arriva da terra.

Il centro storico di Rennes è molto piccolo, e dopo una passeggiata la nostra priorità è stata mangiare subito una Gallette accompagnata da una tazza di sidro in una delle vie più caratteristiche, Rue Saint-George, dove si possono ammirare le tipiche case a graticcio.

Durante il nostro viaggio in Normandia del 2012, eravamo arrivati a Saint-Malo, che questa volta (a malincuore) abbiamo deciso di non inserire dalla nostre tappe per mancanza di tempo. Eh già proprio a malincuore, perchè Saint-Malo è di sicuro una delle città più affascinanti della Francia: se non ci siete stati è da inserire assolutamente nel vostro itinerario.

Inutile dirvi di non cercare Le Moint Saint-Michel in questo itinerario perchè in molti fanno questo errore: si trova al confine con al Bretagna è vero, ma è in Normandia!

Seconda tappa: La Costa di Granito Rosa

La Costa di Granito Rosa (Cote de l’armor) è il tratto di costa più conosciuto a frequentato della Bretagna. Qui troverete qualche turista in più, ma non preoccupatevi, niente a che vedere con la folla che riempie le spiagge mediterranee ad agosto!

Abbiamo scelto di fermarci alla spiaggia di Saint Guirec, un luogo ideale perchè le rocce rosa/arancioni proteggono la spiaggia dall’oceano creando una baia percorribile in lungo e largo durante la bassa marea e dove i bimbi possono correre e divertirsi. Sulla spiaggia è stato organizzato un piccolo parco giochi di gonfiabili, scivoli e casette: insomma, la spiaggia più children friendly di tutta la vacanza!

Da Saint- Guirec a Carantec abbiamo costeggiato semplicemente il mare senza programmi precisi, incantandoci davanti alla insenature che sembravano dipinte e alle barche sdraiate sulla sabbia. Il vento era gelido, ma la Bretagna è anche questo: l’importante è portare i vestiti invernali anche d’estate!

Lungo questo breve percorso, meritano di sicuro una visita:

il faro di Ploumanac’h

– l’Ile Renote (che in realtà è una penisola di sabbia)

– la strada tra Locquirec e Plougasnou, che sale e scende tra piccole baie, spiagge, colline verdi e imbarcazioni arenate.

– e infine Carantec, dove è possibile imbarcarsi per visitare le Chateau de Taureau, un forte in mezzo al mare.

Terza tappa: Finisterre

La regione di Finisterre è la meno turistica della Bretagna ma anche la più estrema a causa dei venti poco clementi e mare che mangia la terra. Inoltre è questa la regione che conserva più le tradizioni e la lingua, delimitata nella punta più a sud: les Pays Bigouden. E’ proprio qui che, fino a pochi decenni fa, le donne portavano i cappelli tipici bretoni a cilindro, les Bigouden (in italiano, bigodino) che effettivamente potrebbero sembrare degli enormi bigodini.

Cosa fare/ vedere a Finisterre? Secondo noi non si può perdere:

– un giretto a Quimper, una delle cittadine più belle della regione

– La point de la Torche, dove intrepidi surfisti sfidano l’oceano e sembra di essere inghiotti tra i venti e le onde

– Il porto di Guilvinec, per assistere all’arrivo dei pescherecci, tra i pochi baluardi rimasti della pesca tradizionale nell’Oceano Atlantico, mentre scaricano calamari e ognipesci di ogni genere. Accanto al punto informativo tursitico, è possibile degustare ed acquistare la tipica zuppa di pesce in barattolo dei marinai.

– Percorrere la costa tra la bellissima cittadina di Audierne e Point du Raz, dove è possibile mangiare una crepe all’aperto circondati dal mare

– Il museo del Porto (Port-Musée) di Douarnenez, è davvero interessante e offre anche mostre fotografiche temporanee. Mio figlio è rimasto esaltato dalla parte esterna del museo: due moli a cui sono attraccati pescherecci d’epoca interamente visitabili all’interno!

Quarta tappa: il Sud della Bretagna

Il Sud della Bretagna, il Vannetais, è più clemente in quanto a freddo e venti, per cui venite qui se volete godervi un po’ di più spiaggia e mare e sopravvivere dormendo in campeggio.

Se arrivate da Finisterre come noi, consiglio vivamente una tappa a Belon, dove è d’obbligo fermarsi a degustare le ostriche appena aperte seduti davanti ad una laguna occupata da piccoli allevamentidi questo prezioso crostaceo. Da Anne de Belon vi vengono proposti anche altri tipi di crostacei, come cozze o granchi, tutto rigorosamente appena pescato! E non pensate di ordinare un semplice piatto di ostriche: dovrete scegliere tra almeno 4 o 5 tipologie diverse.

Ostriche e champagne a parte, ecco cosa vedere secondo noi:

Vannes, la città più grande della provincia, in estate un po’ affollata, ma il centro è un incanto ed è una tappa impossibile da saltare.

Carnac e i megaliti, che stanno in piedi da più di 4000 anni

– La penisola di Quiberon, dove bere un cocktail nella riparata spiaggia di port-maria e ammirare il tramonto tra le scogliere del lato ovest della penisola.

Eventi

Se andate in Bretagna ad agosto, sono due gli eventi che assolutamente non dovete perdere:

1. Le Festival Interceltique di Lorient (http://www.festival-interceltique.bzh/)

Lorient è una delle città più giovani e dinamiche della regione, e il suo festival di fama internazionale è un a festa all’aperto di musica dal vivo, cibo e tradizioni che vale davvero la pena di vivere.

2. Il Festival della Fotografia a La Gacilly (http://www.festival-interceltique.bzh/)

E’ un evento unico nel suo genere. Si tratta della più grande mostra fotografica a cielo aperto al mondo. Per un mese, questo piccolo villaggio fiorito si riempe di immagini e fotografie di artisti di tutti i paesi, divisi in mostre tematiche tra le vie, i giardini, le piazze e i parchi. Forse lo dico perchè amo le mostre fotografiche, ma a mio avviso è imperdibile!

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