Gran Canaria è l’isola più grande dell’arcipelago spagnolo e vanta di un’incredibile varietà di paesaggi.

Il suo clima temperato tutto l’anno ci ha aiutato a superare l’inverno ed è la destinazione ideale per un viaggio on the road con i bambini: le distanze sono relativamente brevi e non ci si annoia.

La ricorderemo sempre perchè è stato il nostro primo viaggio con neonato a seguito, il luogo in cui per la prima volta ha visto il mare e si è sdraiato sulla sabbia.

Lo consigliamo a tutti coloro che vogliono trascorrere una settimana al sole in inverno, con o senza bambini, e soprattutto a coloro che come noi si annoiano a rimanere fermi su una spiaggia o in un villaggio turistico.

Partiti con l’intenzione di girare per tutta l’isola, abbiamo prenotato una macchina e scelto una base per dormire al nord per la prima parte della settimana e un’altra al sud per i giorni restanti.

Maspalomas
Maspalomas

Il Nord

Abbiamo scelto come base un hotel a Las Palmas quasi di fronte alla famosa spiaggia Las Canteras. Era febbraio e per la precisione la settimana di Carnevale. Non potevamo scegliere un momento migliore! Il Carnevale è un’istituzione, tutti partecipano: musica, cibo, alcol, adulti e bambini insieme. E la sera nel parque Santa Catalina un grande palco proponeva sfilate di costumi e spettacoli.

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Las Palmas è una città piacevole e vanta del centro coloniale più antico della isole Canarie che conserva 500 anni di storia.

A Las Palmas è d’obbligo passeggiare lungo Las Canteras sia di giorno che di sera e sedersi in uno dei numerosi dehors degustando tapas. Se percorrete tutta la spiaggia fino all’estremità nord, troverete un ristorantino che ci è stato consigliato dai locali e che abbiamo adorato: Amigo Camilo, un posto casalingo davanti al mare, un po’ nascosto simile ad una pescheria, in cui puoi scegliere il pesce esposto che ti verrà subito cucinato.

E prima di andare a letto non si può evitare il bicchierino di Ronmiel (rum al miele) tipico delle isole Canarie.

Il centro storico di Las Palmas, detto La Vegueta, merita una perlustrazione accurata e la Casa del Colon è il gioiello di questo quartiere, ma anche il vecchio mercato merita un giro. Per arrivarci da Las Canteras si può percorrere interamente la Calle Triana, la via più commerciale e dai palazzi più lussuosi.

La città offre anche moderne attrattive come l’audutorium e numerosi musei.

Noi abbiamo preferito goderci l’atmosfera carnevalesca per le strade per poi dedicare un paio di giorni alla scoperta dei paesini e delle città coloniali più piccole.

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Il Nord dell’isola è caratterizzato da coste rocciose, poche spiaggie di pietre, oceano agitato e vento. Il clima è più fresco che al sud, il cielo è spesso nuvoloso e il tempo variabile: per questo motivo che il turismo di massa sceglie l’altro lato dell’isola.

Questo è uno dei motivi, ma non il solo, per cui abbiamo preferito in assoluto questa parte dell’isola.

Il primo giorno abbiamo visitato Teror, la cittadina coloniale più bella e più autentica dell’isola, dove si passeggia incantati ammirando i balconi di legno in stile coloniale delle case e ci si siede volentiere a bere un caffè in una delle sue tranquille e ombrose piazze come Plaza del Pino.

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Teror

 

Dopo una pausa al Cenobio de Valeron, un sito archeologico rappresentato da tante piccole grotte scavate dagli indigeni canari, abbiamo scoperto Arucas, interessante centro univesitario, che vanta di un’enorme cattedrale gotica che emerge tra le case bianche e diversi punti panoramici da cui si intravede in lontananza l’intera città di Las Palmas. Ad Arucas si può visitare la distilleria di rum più famosa dell’isola, che esporta in tutto il mondo questo distillato (attenzione all’orario di visita, perchè chiude alle 13.30!)

Cenobio de Valeron
Cenobio de Valeron
Vista da Arucas su Las palmas
Vista da Arucas su Las palmas

Il secondo giorno ci siamo spinti verso il nord ovest dell’isola, alla scoperta di paesini di pescatori e barche colorate.

Abbiamo scoperto Galdar, dove abbiamo assaggiato formaggi buonissimi. Ci siamo persi tra le colline verdi ammirando le piantagioni di banane che mai avevamo visto in un luogo così vicino all’Europa, fino ad arrivare ad Agaete e la sua verdissima valle. Siamo scesi a Punta de Sardina per passaggiare accanto a file di barche di legno colorate spesso rifugio di gatti randagi.

Punta de Sardina
Punta de Sardina

La località a cui abbiamo dedicato più tempo è stato Puerto de las Nieves, l’ultimo villaggio prima della costa ovest, selvaggia e di difficile accesso. Dalla sua spiaggia di intravedono le alte scogliere e nel suo piccolo porto ci si può sedere per assaggiare dell’ottimo pesce!

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Il Centro

Per spostarci dal nord al sud abbiamo deciso di non prendere la classica strada che costeggia il lato est dell’isola, ma di dedicare un giorno intero allo spostamento per scoprire il centro. Questa strada richiede circa 4 ore, ma se ci si prende una giornata è possibile fare delle tappe davvero interessanti. Come non tutti sanno il centro dell’isola è totalmente montuoso, e le cime arrivano a quasi 2000 metri ! (1919m del Pico de las Nieves per l’esattezza).

Più si sale è più il paesaggio cambia, si passa velocemente dai banani ai pini di montagna! Ci ha fatto uno strano effetto ritrovarci in cime ad una montagna immersi in un paesaggio simile a quello alpino sapendo che in realtà ci trovavamo in un’isola quasi tropicale nel mezzo dell’oceano atlantico.

Dopo numerosi tornanti si arriva alla cima, la Cumbre, ovvero nella zona attorno al villaggio di Tejeda, dove ci sono sentieri per fare camminate e veri e pripri rifugi di montagna dove bere il ronmiel ma questa volta caldo. Eh già, perchè c’erano 8 gradi e una nebbia che sembrava di trovarsi in Valle d’Aosta a novembre! Molti itinerari da fare a piedi portano al Roque Nublo, una roccia alta 80 metri che era considerata sacra dagli indigeni e da cui si gode la vista sulle valli circostanti. Purtroppo la bassa pressione, la nebbia e il neonato a seguito ci hanno costretto a dirigerci verso sud ma rimane una delle cose che vorremo fare!

Il Sud

Una dei paesaggi che ci hanno colpito di più è stata la discesa dalla cumbre fino a livello del mare, passando per la Cruz de San Antonio. Una strada impegnativa da percorrere per chi è alla guida ma che gode di un paesaggio spettacolare. I boschi spariscono all’improvviso e ci si trova sulle pendici di una montagna spoglia e giallo ocra, piccoli canyon e bacini d’acqua.

Cruz de San Antonio
Cruz de San Antonio

La strada porta a Mogan, da cui si prosegue per la conosciuta località turistica Puerto Mogan.

Puerto Mogan è una cittadina ben curata che sorge attorno a un piccolo porto e a una spiaggia. Noi abbiamo apprezzato soprattutto le cene al ristorante Orillas del Mar, dove il simpaticissimo proprietario ci ha tenuto compagnia suonando per noi la chitarra e cantandoci tipiche canzoni spagnole.

Lasciato Puerto Mogan e proseguendo fino a Playa del Ingles, la costa diventa un susseguirsi di grandissimi hotel e veri e propri mostri di cemento che , ahimè, a mio parere hanno rovinato una parte dell’isola che grazie alle sue spiaggie, il mare azzurro e le colline retrostanti doveva essere un posto meraviglioso prima dell’arrivo di tale speculazione edilizia.

Ciò non toglie che la spiaggia di Maspalomas meriti una vista, per rilassarsi davanti al mare alle spalle delle sue grandi dune di sabbia.

Maspalomas
Maspalomas

 

Del sud abbiamo apprezzato particolarmente il Barranco de Guayadeque, una strada lunga 8 km che si trova dentro una gola e affiancata da alte parti ricoperte di vegetazione, agave, eucalipto e altre migliaia di esemplari. Arrivati al fondo la strada sale e si può godere della vista del piccolo canyon per poi tornare indietro perchè la strada non porta da nessuna parte.

Barranco de Guayadeque
Barranco de Guayadeque

Abbiamo concluso la nostra vacanza con una visita alla cittadina di Aguimes, che si trova poco più sotto, e con un bicchiere di vino bianco e tapas di pesce nel lungo mare di Cruce de Arnaga.

Aguimes
Aguimes

Tornati in aeroporto tristi sapendo di dover ritornare all’inverno del nord Europa, abbiamo già iniziato a pensare a prossimi viaggi da queste parti che ci possono aiutare a superare al meglio l’inverno: Lanzarote e Fuerteventura, arriveremo presto!

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