Quando penso ai luoghi che mi sono rimasti nel cuore, Leon sale sicuramente sul podio.  Perché oltre ad rapire con il suo fascino ogni visitatore, ho avuto la fortuna di trascorrere il tempo necessario per viverla, esplorarla, guardarla da dentro e da fuori.

Leon è raggiungibile in un paio d’ore arrivando dalla capitale Managua ed è circondata da una catena di vulcani.  E’ la tappa obbligatoria di ogni itinerario. Nonostante abbia ceduto il primato turistico a Granada, rimane a mio avviso la città più affascinante, il cuore pulsante ed intellettuale del paese e soprattutto custodisce i segreti di una storia rivoluzionaria che ogni nicaraguense ricorda con orgoglio. Perchè i Leonesi sono orgogliosi, si sa, della loro “Leon Jodido” come piace cantare a squarciagola la sera, nei bar del “cervello della nazione”.

Cosa fare a Leon

– La Cattedrale, un edificio imponente che risale al XVIII secolo, è la madre di una dozzina di chiese coloniali tutte diverse e per tutti i gusti. Localizzarle sulla mappa è indispensabile perché spesso sono l’unico punto di riferimento per comprendere gli indirizzi e ubicare persone o edifici, in un paese in cui le strade non hanno nome!! Vi spiegherò a breve come orientarvi.

– Visitare almeno uno dei due Musei sulla rivoluzione sandinista o anche tutti e due: troverete dei vecchietti simpatici che hanno vissuto e fatto la rivoluzione e non vedono l’ora di raccontare la loro storia e farvi vedere foto e articoli di giornale dell’epoca.

– Una passeggiata nel quartiere indigeno di Sutiava, una zona popolare che si sviluppa attorno ad un’antica chiesa famosa per il suo sole enorme sul soffitto (stratagemma spagnolo per convincere la popolazione locale non ancora convertita ad entrare in chiesa)

Dove mangiare e bere

– Mangiare alla Olla Quemada e con un po’ di fortuna assistere a qualche concerto (indirizzo: dal parque de los poetas, 4 cuadras al Oeste)

– Bere una birra al Via Via il venerdì sera, ascoltando musica nicaraguense dal vivo

– Mangiare le prelibatezze locali nei Comedores, compreso un pranzo a la Esquina del Movimiento: un bar e spazio culturale aperto dai ragazzi del progetto per cui lavoravo in cui potete avere un piatto tipico a prezzo locale, ottimi frescos (centrifugati di frutta) e rilassarvi al fresco del loro grande patio. Troverete degli ottimi comedores anche davanti al Mercado Central, dove è possibile provare ottimo cibo tradizionale a prezzi bassissimi

– Se passate da Sutiava, vale la pena fermarsi a mangiare al Pescadito, il ristorante di pesce migliore della città.

Feste da non perdere 

  • La Griteria: se avete la fortuna di trovarvi qui il 14 o il 7 dicembre sera, assisterete alla festa dedicata alla Madonna più divertente che esista. Ogni casa espone una madonnina e il divertimento consiste nell’ andare davanti a tutte le abitazioni, portando allegria e ricevendo in cambio qualsiasi cosa (dolci, cibo o regali di ogni genere) in un contesto di musica, petardi e fuochi artificiali. 
  • A novembre, non bisogna perdere le sfilata della Gigantona y el Enano Cabezon (personaggi di una leggenda che risale al periodo coloniale spagnolo) che vede i bambini sfilare al rullo di tamburi in ogni strada e a qualsiasi ora con grandi teste fatte di cartapesta.

Nei dintorni di Leon

Il primo di tre vulcani che vi consiglio assolutamente, è il Cerro Negro, il più attivo dei dintorni. Potete andarci privatamente o aggregandovi ai gruppi in partenza dagli ostelli come il Big Foot, considerando una gita di mezza giornata.

Il Cerro Negro è un enorme montagna di sabbia nera circondata da un bosco verde che il vulcano sta bruciando rapidamente. Camminare sulla cima è impressionante: un incontro ravvicinato con i due enormi crateri mantre sentirete la pietra bollente sotto le vostre scarpe. Se siete temerari, potete lanciarvi seduti su una tavola di legno dal lato più sabbioso del vulcano. E’ un po’ come ritornare bambini e l’adrenalina è assicurata. Alcuni gruppi sono organizzati dall’ostello Big Foot di Leon, un simpatico posto per dormire, fare colazione e conoscere viaggiatori.

 

Ma se cercate un luogo di pace, è Las Peñitas, villaggio di pescatori a circa 15 km da Leon. Sono molto affezionata alle sue spiagge, dove spesso trascorrevo i miei weekend dormendo sull’amaca di Casa Surf, leggendo libri tutto il giorno con pause dedicate esclusivamente alle chiacchiere. Meno frequentato dai turisti, a parte qualche surfista in cerca di spiagge esclusive, Las Peñitas offre un incontro ravvicinato e profondo con l’immenso Oceano Pacifico.

I piccoli hotel (o hospedajes) sono tutti sulla spiaggia, i ristorantini molto modesti e frequentati per di più da locali dove si può mangiare pesce fresco appena tolto dalle reti.

La laguna dove i pescatori lasciano le proprie barche cambia aspetto ogni sera dopo l’arrivo dell’alta marea. Consiglio di fermarsi a Playa Roca, bere qualcosa nel rancho (capanna) di Casa Surf e mangiare un pesce gigante nei comedores attorno alla laguna.

I dintorni di Leon offrono tanti altri luoghi da scoprire: Leon Viejo, l’antica città distrutta dall’eruzione del vicino Momotombo e i numerosi vulcani come il Telica o San Cristobal, dove è possibile organizzare escursioni anche al chiaro di luna. 

“Por todo el oro del mundo no cambiaria mi Leon, yo la quiero con amor profundo, es el celebro de toda mi nación” (Viva Leon Jodido)

 

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