L’Africa ci chiamava da anni ma non avevamo ancora avuto il coraggio di affrontarla.

Eravamo stati in nord-Africa si, ma volevamo vivere da vicino l’Africa della terra rossa, degli djembé e delle banane fritte.

Ma soprattutto non avremmo mai immaginato di andarci con un bambino di due anni e mezzo.

L’occasione giusta al momento giusto si è presentata quest’anno: l’invito di amici da poco trasferiti a Dakar con due bambini. Insomma, seguendo la filosofia del “ogni lasciata è persa” abbiamo preso il biglietto senza pensarci.

Poi è successo il prevedibile: la maggior parte delle persone a cui dicevamo “Andiamo in Senegal!” rispondevano con faccia terrorizzata “Ma con Sebastiano??”. Così abbiamo iniziato a riempirci la testa di paranoie basate su un luogo e una realtà che non avevamo mai visto.

Per fortuna ci siamo resi subito conto che coloro che ci guardavano perplessi non sapevano neanche dove fosse il Senegal sulla mappa, mentre quelli che ci erano stati ci dicevano che è un paese “facile”, sempre Africa sì (con le sue bellezze e le sue difficoltà), ma fattibile, considerando anche la quantità di famiglie europee che vivono a Dakar.

Ebbene, alla fine abbiamo seguito il nostro istinto e siamo partiti, per vedere con i nostri occhi questo paese che tanto ci incuriosiva.

Il nostro itinerario lo racconteremo in un secondo momento.

Ora vogliamo finalmente rispondere alla domanda: il Senegal è un paese adatto ai bambini?

La risposta è Sì e No, anche se per noi (per il nostro modo di essere e per la nostra esperienza) vince il Sì.

Sì.

Il Senegal è uno dei paesi più tranquilli dell’Africa, forse il più stabile dal punto di vista politico. Mai un colpo di stato, nessuna guerra civile recente. Non bisogna avere paura delle rapine a mano armata e i pericoli sono pochi. A Dakar ci sono furti è vero, ma non superano quelli delle capitali europee.

Fuori Dakar, ci siamo sempre sentiti sicuri, anche in luoghi che a primo impatto non sembravano esserlo.

Se escludiamo Europa, Stati Uniti e Canada, Australia e Giappone in cui è molto facile viaggiare con bambini, il Senegal richiede lo stesso approccio di qualsiasi altro paese del mondo: sapersi adattare, essere flessibili, non perdere la pazienza davanti agli imprevisti, programmare un minimo il viaggio per evitare al bambino lunghe attese o disagi eccessivi.

Ovviamente mi riferisco a tipi di viaggio secondo il nostro stile: girovagare il più possibile in autonomia e pernottare in strutture che non sono proprio degli hotel a cinque stelle.

Questo piccolo paese è in grado di offrire ai bimbi esperienze uniche e indimenticabili:

– vedere correre zebre e giraffe alla Riserva di Bandia, osservare i pellicani che fanno la pesca sincronizzata a Parco Nazionale del Djoudj, non annoiarsi mai grazie alla quantità di animali di ogni tipo che occupano le strade: mucche, asini, cavalli, capre, pecore, dromedari.

– dormire negli ecolodges, completamente a contatto con la natura, in una capanna o in una tenda, spesso ascoltando il rumore del mare prima di addormentarsi. E perché no, magari fare colazione sull’albero con succo di baobab e marmellate di papaya.

– E poi altre mille cose: correre liberi sulle larghissime spiagge, attraversare Saint Louis su un calesse , ma soprattutto entrare in contatto con la popolazione locale, vedere da vicino la vita dei villaggi che si incontrano sul cammino, i bambini giocare a calcio al tramonto ed incrociare i loro sorrisi sempre.

Passiamo ora invece al No, non andate in Senegal.

Non andateci se cercate il comfort, il mare cristallino e i paesaggi da cartolina.

Se avete paura degli imprevisti. Se i venditori ambulanti (sempre alle vostre spalle) vi infastidiscono.

Non andateci se non avete fiducia negli anticorpi di vostro figlio, se non volete vedere la sua maglietta bianca diventare marrone inzuppata di sudore misto a polvere.

Non partite per il Senegal se avete paura di guardare in faccia la povertà: se molti dei suoi giovani lo abbandonano ogni anno alla ricerca di fortuna, non lo fanno perché non amano il proprio paese.

Non andateci se non pensate che un’esperienza di questo tipo possa aprire la mente al vostro bambino, il quale capirà che ci sono tanti suoi coetanei che non hanno le scarpe, ma non per questo bisogna guardarli con pietà o avere paura di loro.

Certo non è il caso di mio figlio, che a due anni e mezzo non riconosce la differenza tra un umano e un alieno, che passeggia sui rifiuti del mercato del pesce come se fosse in un centro commerciale dai pavimenti di marmo. I limiti e le paure sono solo le nostre.

Concludo con qualche consiglio:

Vaccini (la prima domanda che tutti ci pongono): abbiamo scelto di fare l’epatite A (utile ovunque), la meningite (facoltativa) e la febbre gialla. Quest’ultimo vaccino copre dalla malattia per tutta la vita (l’OMS lo ha dichiarato nel 2016) e sono parecchi i paesi in cui è consigliata. Abbiamo scelto di non fare la profilassi anti-malarica perché da novembre a maggio (stagione secca) ci sono poche zanzare e attualmente in Senegal i casi di malaria sono rari soprattutto nelle aree in cui siamo stati noi. Resta comunque una scelta personale, ma mettere il repellente e i vestiti lunghi dopo il tramonto è la giusta precauzione.

Parlare francese è consigliato. Soprattutto se noleggiate un’auto, se dovete chiedere informazioni o se vi ferma la polizia (che spesso succede) e per poter meglio comunicare in caso di emergenze.

– Prendere le giuste precauzioni igieniche: bere acqua in bottiglia, lavare le mani al bimbo, ma senza diventare paranoici. Siamo partiti con litri di amuchina e ci siamo resi conto dopo due giorni che avevamo un po’ esagerato. Mangiare cibi cotti ed evitare posti con pessime condizioni igieniche.

– Dormire negli Ecolodges: spesso children friendly, a contatto con la natura, pronti a organizzare tour e a dare consigli sul viaggio, a volte dotati di piccole piscine e giochi per bimbi.

– Essere sempre rispettosi con la popolazione locale, non fotografare insistentemente (i senegalesi non amano essere fotografati) e approcciarvi con un “Buongiorno? Come va?” altrimenti il vostro sarà considerato un saluto davvero poco educato.

– Cercate di allontanare i venditori e le “guide insistenti” con un sorriso e senza essere mai scortesi. Se volete sostenere economicamente la popolazione locale, comprate qualche prodotto di artigianato alle donne che incontrerete per strada: spesso è la loro unica fonte di sostentamento e si trovano cose bellissime!

Questa esperienza ci ha arricchito tanto, ci ha fatto scoprire una realtà frammentata che non conoscevamo, fatto capire qualcosina in più della cultura senegalese, ci ha fatto conoscere tante storie di persone incontrate durante il cammino. Le preoccupazioni legate ad avere portato nostro figlio laggiù sono svanite il secondo giorno quando l’abbiamo visto correre felicissimo sulla spiaggia di Yoff con gli altri bambini e osservare da vicino il lavaggio di una pecora, lui che finora aveva assistito soltanto al lavaggio di un’auto.

Ora guarda le foto chiedendo “Quando torniamo?” e cerca di suonare orgoglioso il suo djembé, mentre noi abbiamo già nostalgia di quel caldo e quei colori, che ci hanno portati via per un attimo dall’inverno del nord-Europa per ricaricare le pile.

Allora Sì, abbiamo fatto la cosa giusta.

13 thoughts on “In viaggio in Africa con bambini: la nostra prima esperienza in Senegal”

  1. Grazie per l’appoggio e per i commenti! Chiarisco solo il fatto che di figlio ne ho uno solo (quello di 2 anni e mezzo). Gli altri due sono i bimbi dei nostri amici che si sono trasferiti l’anno scorso a Dakar 🙂

  2. Che meraviglia! E che spettacolo vedere le foto dei tuoi bimbi curiosi che si fondono con la gente e la cultura locale! Sono anni che sogni di andare in Senegal e chissa’, prima o poi provero’ a rendere questo sogno realta’! 🙂

  3. Ebbene si! Anche io da ignorante appena ho letto che siete partiti per il Senegal con un duenne mi è venuto un mezzo colpo nonostante non ci conosciamo ma devo ricredermi, e grazie a questo tua (vostra ) esperienza questo piccolo angolo di mondo mi ha conquistata .. e chissà se un giorno anche noi faremo un viaggio simile!

  4. Sicuramente un’esperienza unica e indimenticabile!
    Attendo il vostro itinerario che mi incuriosisce moltissimo e complimenti anche per i meravigliosi scatti 🙂

  5. Wow complimenti!!! Ognuno è libero di vivere come meglio crede e voi avete fatto benissimo a seguire il vostro istinto e a non farvi fermare dalla paura e dalle critiche delle altre persone. Io e mio marito viaggiamo spesso e quello che mi auguro è che se e quando saremo genitori non ci fermeremo. Non voglio vedere un figlio come un impedimento “eh la vita cambia, eh non si fanno più le cose di prima, eh son sacrifici”. Per me un figlio è ben altro. Si può fare, basta organizzarsi e informarsi. Siete da prendere da esempio 😉 Un abbraccio, Carmen.

  6. Complimenti, bell’articolo analitico. Io non ho figli, quindi certe domande non mi vengono proprio in mente.
    Nei NO che avete messo ci sono osservazioni giuste, che le persone possono porsi, tuttavia la penso come te…è viaggiando che insegniamo a vivere ai nostri bambini, e le differenze e le paure sono più degli adulti che loro….
    Non sono mai stata in Senegal, ma l’Africa è un mondo a sè, capace di rubarti il cuore e farti capire quali sono i veri valori della vita..

  7. L ho trovato un viaggio meraviglioso e soprattutto ammiro chi non si fa spaventare dai falsi miti su posto e popolazioni! Il senegal è senza dubbio un posto per me..mai visto…ma dalle tue parole è esattamente quello che cerco nei miei viaggi: l autenticità! Voi siete riusciti a trovarla anche con un bimbo piccolo insieme a voi…e credo che dovrebbe essere d’esempio a tutti! Viaggiare con i figli (io non ne ho) di sicuro implica molte precauzioni e accorgimenti…ma niente è da scartare…basta viaggiare con il cervello acceso! Bravi bravi e BRAVI!

  8. Avete fatto bene ad andare anche col bimbo piccolo. Siamo noi adulti che a volte ci preoccupiamo troppo 🙂 Comunque anche a me quando parlo dei viaggi in programma dicono cosa vado a fare, che è pericoloso ecc… chi non viaggia non capisce che ci sono tante cose belle da vedere al mondo 🙂

  9. I tuoi bambini sono tra fortunati! non solo per l’esperienza in Senegal ma per lo spirito con cui la loro mamma sta insegnando loro a vivere qualunque esperienza di viaggio, dall’Africa al Molise. Brava!

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