L’identità di Cuba deve molto alla sua realtà di isola e fin dall’inizio della sua invasione coloniale fu crocevia di uomini e merci che in breve tempo la rese luogo di convivenza di colonizzatori europei, indigeni sopravvissuti alla lotta e schiavi neri deportati dall’Africa.

La cultura dominante era quella di matrice spagnola, ma la popolazione di origine africana aveva portato i propri canti, strumenti musicali e danze sinuose, continuando ad adorare gli dei yoruba. Delle popolazioni indigene invece, rimasero poche tracce.

Oggi il risultato di questi incontri è un mosaico etnico sorprendente: bianchi, neri, mulatti, meticci e asiatici, che generano tratti somatici molto particolari.

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