Silvia

Antropologa, attivista per i Diritti Umani e una passione per la fotografia e per i reportage che raccontano luoghi e storie.

Da piccola sognavo grandi viaggi, ritagliavo foto di paesi lontanissimi pubblicate sui giornali e scrivevo racconti di bambini alla scoperta del mondo a bordo di una mongolfiera. (sogno finalmente avveratosi nel 2012!).

Quando ho iniziato a viaggiare da sola, amavo le direzioni casuali.

Un articolo, un libro, una foto, un incontro con una persona erano sufficienti a farmi preparare irrazionalmente la valigia e partire in quella direzione; andare a vedere con i miei occhi per scoprire e “capirne di più”. Spostarmi come una trottola è per me linfa vitale, mi rende felice e mi dà energia.

Da quando ho avuto la fortuna di poter vivere per dei periodi più o meno lunghi lontani dalla mia città d’origine (Torino), il viaggio ha assunto per me un’altra dimensione. Questi luoghi mi hanno fatto capire che ci si può sentire a casa ovunque – Dublino, Siviglia, Lisbona, Leon (Nicaragua), La Paz e Bruxelles. A queste città mi hanno insegnato che bisogna fermarsi un po’ per sentire l’anima viva di un luogo e vedere la nostra vita da un altro punto di vista. Perché in un contesto differente possiamo diventare persone differenti.

Viaggiare significa scoprire, cercare di capire, incontrare persone e tornare con delle storie da raccontare, da scrivere e da conservare. Storie che entreranno nelle vite di chi le ascolta, e che sarà spinto a partire a sua volta.

Sebastiano

Sebastiano è nato a Bruxelles da genitori italiani temporaneamente migrati in Belgio e che non hanno le idee chiare sul luogo in cui vorrebbero vivere.

Quasi ogni mese prende un aereo, che però scambia per un autobus. Gli piace assaggiare nuovi cibi, ascoltare la gente che suona per strada e fare le scale mobili.

Ci ha insegnato che non bisogna rinunciare a viaggiare quando si diventa genitori: bisogna solo rallentare i propri ritmi e migliorare l’organizzazione.

Il risultato è un’avventura condivisa che fa crescere tutti.

Ci siamo già sentiti dire più volte “Ma tanto non si ricorderà nulla!” La nostra risposta è: saremo noi a ricordarglielo!

La sua vita è appena iniziata e vogliamo che sia un racconto pieno di avventure: gli racconteremo di quando correva sui ponti di legno in Giappone, ballava la musica scozzese in Inghilterra o correva su una spiaggia in Senegal. 

Resteranno le storie vissute, le foto e i piccoli cortometraggi a ricordare quei posti scoperti insieme in cui un giorno, quasi sicuramente, vorrà tornare. Stiamo lavorando alla creazione del “Libro dei viaggi”, un grande libro con la copertina rossa pieno di foto e racconti e tra qualche anno lui stesso potrà scriverci sopra.

Troverete alcune delle sue avventure nella rubrica dedicata ai Viaggi con Bambini, accompagnate da consigli e suggerimenti.

Simone

Simone sogna un viaggio in barca a vela ma per ora si accontenta di organizzare i trasporti terrestri della famiglia. Dopo un’infanzia di esplorazioni grazie ad una famiglia molto viaggiatrice, ha ereditato da suo papà la curiosità per i musei di storia contemporanea.

L’aspetto enogastronomico è una priorità: niente lo appassiona di più della ricerca di nuovi locali tipici (la cui scelta poi diventa un dubbio esistenziale). Provare tutto quello che si può assaggiare, brindare con il vino o la birra del luogo, portare a casa qualcosa per sentire il gusto del viaggio anche al ritorno. E’ una delle tante cose che ci unisce.  A eccezione dell’incomprensibile fissazione di dover sempre portare a casa una calamita da frigo, possibilmente la più kitsch sul mercato.

“Para mí sólo recorrer caminos que tienen corazón,
cualquier camino que tenga corazón.
Por ahí yo recorro, y la única prueba que vale es atravesar todo su largo.
Y por ahí recorro mirando, mirando, sin aliento.

(Carlos Castaneda)